Criteri di edizione

Criteri di edizione di fonti statutarie

A cura di Mario Ascheri e Rolando Dondarini.

Sulla base delle risposte ad una serie di quesiti che sono stati inviati ai maggiori esperti in materia, si è compilata la seguente lista di criteri da adottarsi nelle edizioni di fonti statuarie, dividendoli per maggiore comodità in irrinunciabili, raccomandabili, facoltativi e vietati.

Criteri irrinunciabili

Premettere un'introduzione di carattere storico che inserisca la prima promulgazione e le eventuali repliche e variazioni successive nei loro contesti politico-istituzionali;
in tale ambito dedicare attenzione specifica alla vigenza sia del codice nel suo complesso sia, eventualmente, delle sue parti cassate o innovate;
esporre nel dettaglio la tradizione del testo con riferimenti agli esemplari originari e a quelli superstiti, alla loro ubicazione e alle vicende archivistiche;
descrivere in maniera quanto più completa il codice utilizzato (mani diverse, aggiunte a margine, cassazioni, integrazioni, annotazioni);
enunciare i criteri di trascrizione (eventualmente facendo riferimento a prototipi e scuole): tra essi si ricordi che non vanno mai omesse le aggiunte, le annotazioni, le cancellazioni, le depennature e quant’altro abbia mutato la versione originaria; per far ciò si ricorra alle note, nel caso di trascrizioni tradizionali o a strumenti di evidenziazione consentiti da versioni ipertestuali;
fare gli indici dei libri e delle rubriche.

Criteri raccomandabili

Tra gli esemplari disponibili privilegiare il più antico (tranne nei casi in cui si evidenzi una palese incoerenza dovuta alla derivazione del codice da modelli sovralocali del tutto inapplicabili in loco);
tentare di chiarire se il codice utilizzato risponde a caratteristiche circoscrivibili in un’area, in un periodo o in un regime (riscontrando emulazioni, analogie ingiustificate, anacronismi ecc.) e in base a ciò motivare la scelta del testo nella storia statutaria locale;
nel caso l'indagine precedente evidenzi l'appartenenza del codice ad una ambito spaziale, temporale o istituzionale, sottolinearne anche le differenze e le peculiarità in comparazione con le tipologie individuate;
elaborare indici analitici per nomi, toponimi, soggetti (individuati attraverso cariche istituzionali, magistrature e funzioni: podestà, massari, berrovieri, saltari o consigli, commissioni, collegi ecc.);
stendere un glossario per terminologie sia generali sia specifiche e locali;
nel caso le trascrizioni e le edizioni siano più d'una, inserirle in una collana editoriale.

Criteri facoltativi

Descrivere e commentare i contenuti delle rubriche in sede di introduzione. In tal caso evidenziare comunque il limite delle fonti normative viste come sintomo indiretto di fenomeni e comportamenti e come espressioni di volontà e non di eventi; in ciò fare riferimento alla storiografia del luogo e all'eventuale possibilità di verificare l'efficacia delle norme su altri tipi di fonti;
proporre traduzioni in italiano a fronte dei testi in latino o in volgare.

Divieti

Pubblicare solo le parti ritenute più importanti di un codice;
proporre solo la traduzione in italiano di un testo in volgare o in latino;
ignorare aggiunte, note a margine, e aggiornamenti;
tralasciare gli indici dei libri e delle rubriche.